Narrazione

La valle della Tribù. Narrazioni che mettono ordine

Siamo una Tribù. Viviamo in un Villaggio. In mezzo a una valle.

Il nostro agglomerato umano, il più vario e aperto mai creato, sa fare una cosa meglio di altri (o almeno così ci piace credere per alzarci sereni ogni mattina): viviamo per ordinare le cose. E lo facciamo come se il caos intorno a noi stesse per confondere le vite da un momento all’altro. Prendiamo molto seriamente tutta la faccenda e questo è un fatto che ci distingue da altre tribù. Anche se, a dire il vero, è nella serietà del nostro ordinare che troviamo quell’ambiente ideale per creare gioia e voglia di vivere che caratterizza la quotidianità della Tribù. Quasi che quell’ordinare fosse il solo modo di vivere che conosciamo.

Su “Cosa ordiniamo”, questo è un altro paio di maniche. Ordiniamo i significati delle cose che viviamo, diamo una cronologia ai fatti e quando non troviamo una cronologia che soddisfi il nostro dogmatico ordine, cerchiamo un senso che regga i fatti. Abbiamo capito da tempo che le cose che accadono nella vita, così come sono, sono caotiche, ecco perché spesso non le capiamo. Basta aggiustarle un po’ dando loro un piacevole senso ed ecco che subito, quell’inferno che a volte si vive oltre la valle, si spegne in un’ordinata quiete.

Viviamo per ordinare le cose

Abbiamo inoltre scoperto che questo mettere ordine al caos nel quale siamo immersi si chiama narrare. La narrazione mette ordine ai fatti e alle cose che accadono, diventando sensate alle nostre vite di poveri erranti. Solo rendendo narrativa la realtà riusciamo a comprendere il mondo che ci sta intorno e a dare un ordine per sopravvivere.

Ecco, Tribù Narrante.

La Tribù Narrante esplora mondi. Narrativi, certo, ma mai meno mondi di quelli che viviamo. Ed ecco che ci trovi, a notte tarda, seduti intorno a un fuoco a raccontare narrazioni che nessuno ha mai avuto modo di esplorare o che tutti hanno già visto, ma non ordinata in quella maniera. E in un attimo, a tutti, mentre ascoltano quel nuovo mondo, sembra chiaro che per quella notte, le cose che fino ad allora abbiamo sempre visto, si presentano con un aspetto leggermente deviato, un po’ trasversale e morbidamente laterale… abbastanza per vivere un altro giorno in un ordine materno.

Un fuoco nella notte è sempre stato il luogo ideale per raccontare le vicende della giornata trascorsa cacciando. Forse la capacità del fuoco di trasformare le cose ci spinge a dargli le nostre storie affinché vengano trasformate in un caldo materiale che possa essere conservato nella memoria per molto tempo. Sto pensando alla tempratura, alla cottura, alla fusione e a tutti quei processi che il fuoco trasforma da materia grezza a forma finita.

Anche se il fuoco sta al centro di ogni narrare è chi racconta le storie il vero epicentro. Che ovviamente non sarebbe nulla se non ci fossero degli ascoltatori intorno al narratore del momento, i quali bramano di conoscere il finale della storia; se quel grande mammut, spinto verso una trappola, è stato catturato o se il cervo che si nasconde da giorni sarebbe stato il cibo per gli abitanti del villaggio o se dopo giorni di assedio del nemico, gli assediati sono riusciti a sopravvivere.

Storie, narratore del momento, Fuoco, attesa, esperienze sono insieme gli elementi che formano la Tribù Narrante, punto d’incontro tra Narratori che vogliono raccontare e Ascoltatori che vogliono imparare.

Una Tribù Narrante vive le giornate aspettando di raccogliersi la sera, insieme al caldo tepore famigliare del proprio clan, intorno a un fuoco, per raccontare le avventure della giornata; spinta dalla necessità di non tenere per sé tutte quelle esperienze, ma di poterle depositare e dividere tra i membri del Clan.

Si chiamava Mr Ribmind, era un uomo fortunato, aveva una moglie stupenda, due bambini piccoli, un cane, una capra e una piccola fattoria da portare avanti. Un giorno qualcosa andò storto e vorrei raccontarvi cosa fece Mr. Ribmind per proteggere la sua famiglia

Si dice in giro che chi passa per la Tribù Narrante difficilmente va via senza portarsi a casa qualcosa. Arrivano in tanti anche solo per dare una sbirciatina, con la faccia un po’ schifata di chi deve toccare le cose con i guanti, ma quando vedono quel Fuoco, quando sentono quelle voci, dio mio, li vedi che si avvicinano un po’ di più, perché i rumori della notte, nel loro silenzio, fanno baccano, e cercano di ascoltare meglio quella storia che tiene tutti incollati a quel cerchio. Uno di questi, forse proprio quello con i guanti, è concentrato ad ascoltare meglio il narrare del CapoClan di turno. Piano piano il viso si distende e sparisce la smorfia diffidente. Ha sentito che nella storia qualcuno si è perso da qualche parte, mentre cercava di ritornare a casa. E l’ascoltatore non può andare via di lì senza sapere se il protagonista della storia avrebbe fatto ritorno a casa o si sarebbe perso in quel girovagare. Allora si toglie i guanti da diffidente, si fa spazio fra altri ascoltatori ed è subito in mezzo alla Narrazione. Fino a quando, anche lui, mentre tutti attendono un altro racconto, alza timido una mano e inizia: “Si chiamava Mr Ribmind, era un uomo fortunato, aveva una moglie stupenda, due bambini piccoli, un cane, una capra e una piccola fattoria da portare avanti. Un giorno qualcosa andò storto e vorrei raccontarvi cosa fece Mr. Ribmind per proteggere la sua famiglia”. E da ascoltatore divenne Narratore.

Poi va via subito, il giorno dopo, dimenticandosi lì i guanti della diffidenza anche se ancora oggi alcuni credono che li abbia lasciati lì di proposito. In compenso si è portato dietro degli occhiali, o almeno così gli piace credere, perché da quel giorno le cose avrebbero avuto un certo aspetto, delle forme e dei colori che lo avrebbero rincuorato. Può dire che ogni cosa sembra più ordinata. Non sa certo spiegare scientificamente quel cambiamento, ma è certo che da quella Tribù in mezzo al mondo, le lenti gli hanno dato un nuovo sguardo, un nuovo modo di vedere le cose.

Una volta un viaggiatore ha sostato nella tribù più del dovuto e, ammaliato dalle leccornie narrative di quel villaggio fatto da semplici, è rimasto lì per mesi, rimandando sempre la partenza tra una scusa e l’altra: “No oggi il vento porterà delle nuvole pesanti”, ma tutti sanno che siamo d’estate e non si vede una nuvola all’orizzonte; “Oggi devo dare una mano a CapoClan a preparare il fuoco”, ma tutti sanno che il CapoClan non spegne mai il fuoco; “Domani volevo partire, ma queste scarpe sono da riparare”, ma tutti sanno che non sono le scarpe, il vento o qualche dovere a tenerlo in quel villaggio; anche lui ha provato lo scoppiettio del Fuoco, la sera, e quelle storie che lasciano uno strano tepore, proprio prima di andare a dormire e che sai ti porterai dietro quando ritornerai nella tua tenda e rimarrai solo con il tuo sonno, con i tuoi sogni.

Sono passati anni e il viaggiatore è ancora lì, nella Tribù Narrante e non prova più ad accampare scuse per rimanere. Ha promesso che un giorno andrà via, questo sì, lo ha fatto. Ma per ora, la notte, vuole dormire tranquillo al riparo dal disordine che sta fuori da quel villaggio.

I Capi raccontano storie di vecchi antenati, i Cacciatori riportano la cronaca della loro avventura, i Guerrieri narrano le gesta dei compagni o di loro stessi. Tutti trasmettono le proprie esperienze ai giovani della Tribù, perché queste esperienze fungano da strade già batture e da seguire.

Quando i giovani della Tribù vivranno le proprie esperienze avranno in mente le gesta raccontate intorno a quel fuoco che, come un faro nella notte, li guiderà nei momenti burrascosi che la vita riserva.

Nella Tribù Narrante puoi raccontare, puoi leggere, puoi vivere le storie e emozionarti; ma puoi anche capire come emozionare e provare anche tu a tenere banco e dominare, per un po’, un tuo clan personale intorno al fuoco. Non dovrai far altro che ascoltare chi ti ha preceduto per capire come si raccontano storie.

La Tribù Narrante non inventa storie, fa vivere gesta che ha vissuto. È un po’ illusionista e un po’ sciamano, sembra sapere più di quello che sanno gli altri, ma è sempre disposta a vuotare il sacco fino alla fine. È un’irriducibile sincera; la Tribù Narrante ha deciso che anche le storie più crude vanno raccontate.

Fai parte della Tribù per emozionarti e emozionare, per capire come si tiene un fuoco acceso, nella notte, con le voci dei Capi, dei Cacciatori e dei Guerrieri che saranno la tua guida per il giorno che viene.